Death In A Sunny Room

 

miracolo_le_havre_4 Attraversano il parco stringendosi la mano ogni mattina..sembrano due personaggi usciti fuori da un film di Kaurismaki. Lei procede con andatura incerta, ha un volto che ricorda una vecchia bambola di cera.Lui porta a spasso un sacchetto di plastica. Passeggiano come se il tempo non li riguardasse, si soffermano attratti da qualcosa che non riesco mai ad intuire, lui talvolta si china e raccoglie i rifiuti che altri, indifferenti, hanno gettato in terra. E’ un gesto timido il suo, lo compie senza recriminare, senza farsi troppo notare, come per rimediare a così tanto assopimento della ragione…Indico questo gesto a chi mi è accanto credendo di condividere così tanta grazia in questa piccola azione.. Ma lei ha visto altro.. Solo una mano che si  sporca per raccogliere rifiuti.

Sorrido,

Ci sono giorni in cui mi sento fortunata,

percepisco strane e struggenti modulazioni che mi concedono conforto e coraggio per sfiorare la desolazione che imperversa.

https://youtu.be/NyAOnbDNa0o

surrender to love

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Scrivere è un espediente per arrendersi

per sottomettersi a ciò che si propaga nel cuore

per tralasciare le pulizie del mondo e calpestare

le proprie orme,

lievi o feroci,

indegne o rispettabili.

Scrivere è soggiornare nell’abisso madre,

nel luogo dove ogni

errore è sanabile

e poi  dormire nella turbolenta mescolanza del magma.

Scrivere e amare si somigliano:

arrivi a capire il significato di tutto senza aver capito niente.

Preso atto che,

non me ne libero,

domani mi attrezzerò di rosario e inginocchiatoio,

per rendere omaggio a questo mio monotono pensiero

che ha sempre più il ritmo

di una cantilena neuroparalizzante.

 

 

La signora implora di non lasciarla sola, vuole le luci accese, costruisce teoremi pur di tenermi accanto. Siamo in un angolo e non vedo via di uscita. Ha un timbro di voce che sembra esplodermi in mano quando dice: “ho solo me stessa e ogni volta, che arriva il buio, questa me stessa tende a fuggire”.Non ha detto proprio così, ho risistemato  questa strana affermazione, le ho chiesto se avevo compreso il senso della frase e le ho proposto, rinviando felicemente il mio tentativo di disintossicarmi, una sigaretta insieme al grande enigma nero della notte, sedute sopra il “buio” nel grande terrazzo dell’edificio. Ha risposto con un trascinante sorriso che mi ha dato coraggio per le ore a venire, per le sigarette che avrei fumato, per tutto il lavoro che avrei dovuto recuperare successivamente.Sono pronta:

Chiede se la notte mi inquieta, se  sono abituata a queste alternanze del ritmo sonno veglia, domanda e cerca risposte alle sue paure. Allora, svogliatamente, mi imbuco dentro ai ricordi e una notte davvero nera affiora.. Le racconto di un villaggio africano, di come ogni sua attività si arresti al calar del sole, del buio assoluto, cerco di disegnarle con le parole stelle padrone del cielo e della terra e racconto della totale impotenza che ho provato in quella notte. Ero in un punto, mi sentivo proprio dentro l’universo e  la sola cosa che dovevo fare era restarci,possibilmente immobile, per non farmi male. Avevo l’uragano dentro, non ero mai stata così in compagnia del buio della terra, non avevo mai sentito sulla pelle la coperta di così tante stelle che non volevano fare luce sugli uomini ma che, indifferenti, assistevano e accompagnavano la sola cosa in movimento; i pensieri. Questa era la solitudine e anche “me stessa” ha avuto tanto desiderio di fuggirne.

Ho parlato e parlato, poi, quando il cielo è diventato rosa, la signora si è congedata con un solo sbadiglio.Ho raccolto i mozziconi che aveva gettato in terra e ho tristemente pensato che in questa notte oramai passata nemmeno le sigarette sono riuscite a farmi compagnia.

.Vorrei tanto un reciproco e amichevole addio con questa bionda che bionda non è.

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The New

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Nell’antico modo di essere ho condotto una battaglia nuova,

ancor rinascere vorrei bianca margherita

ancor morir in mezzo a questa vita per un po’

ancor raggiungere l’ignoto che ho dentro

ancor capire il mio eco nel suo sconfinato prolungamento.

Ma il Re disamorato è accasciato sul trono,

ha richiamato il suo schieramento.

Nel campo, solo perle derubate al mare

ed io:

“sono così: con gli occhi aperti che non vorrebbero più sapere quello che vedono: le cose come sono che portano tutta la pena  di essere come sono, e di non poter essere più altrimenti” (Diana e la Tuda)

 

https://youtu.be/MbH0mGInEFs

 

 

Cinque rampe di scale in corsa per cercare di arrivare in orario precedute da una sostenuta pedalata di sette chilometri in bicicletta sfiancherebbero quasi tutti i miei colleghi di lavoro. Quelli che,appena mi scorgono, parlano al mio affanno senza placarlo, quelli che mi impediscano di arrancare al bancone un solo minuto.. gli stessi che mi torturano il cervello con le solite prevedibili affermazioni o domande di circostanza. Faccio fronte alla loro curiosità, non confesserò mai la ragione per cui evito di salire con l’ascensore. Confesso invece a me stessa di avere una fissa per le frasi di circostanza e confesso di essermi armata di buona volontà per cercare di evitarle quando possibile.In ospedale ne facciamo un gran uso, quasi quanto i farmaci, e talvolta le equipaggiamo a inconsistenti pacche sulle spalle seguite da una rincorsa olimpionica per la fuga. E’ faticoso “restare”, il burnout  è un cane mordace affamato sempre alle costole, ascoltare e cercare di condividere non viene annoverato da qualcuno alle competenze professionali da possedere. A quelli che trascinano il proprio malumore, l’insoddisfazione e l’amarezza,che rispondono senza mai abbozzare un sorriso, che producono sempre lo stesso repertorio di frasi, provo a spiegare talvolta che non esistono mappe per i labirinti dell’uomo, che si può provare ad ascoltarsi prima di parlare e che se non si vuole sentire niente altro che il proprio lamento è bene mettersi in condizioni diverse da quelle in cui siamo. La farei finita anche io con questo lavoro, la farei finita con il lavoro in generale e farei una o mille altre cose gratificanti, ma visto che sono immersa dentro ad una condizione di vita che mi impedisce di andare a vendere braccialetti di perline in una spiaggia messicana,cerco di lavorare e provo a non danneggiare ulteriormente chi già mezzo rotto è….

“Via su, non è niente, cerchi di essere positivo”

 

“Nulla si edifica sulla pietra,

tutto sulla sabbia,

ma noi dobbiamo edificare come se la sabbia fosse pietra”

(Frammenti di un vangelo apocrifo)

La lumaca e la balena.

 

 

Calzavamo stivali di gomma dopo il temporale estivo. La terra trasformata in fango rallentava i nostri passi irrequieti. Le donne maledicevano la pioggia, frenetiche quanto i piccoli,si preoccupavano di ripulire per ripristinare la normalità. Gli uomini, in attesa, disperdevano fumo con lo sguardo rivolto alle nubi. Io prestavo attenzione a non calpestare quelle lumache sbavanti che popolavano il nostro terreno dopo ogni  rivolta del cielo.Corse voce che una balena si era arenata sulla spiaggia. Dovevamo andare. Con gli stivali e il bastone ogni bambino ebbe il privilegio di cavalcare il mammifero. Sembravano tutti felici. Attribuivano quella morte a chissà quale potenza intrinseca in loro. Io ne fui turbata e mi agitava fortemente il desiderio di spalancarne la bocca per liberare quel che nascondeva al suo interno. Non ricordo di averci provato, la memoria è ferma su una istantanea sbiadita di una bambina bagnata vestita da Geppetto  davanti ad una massa informe senza colore. Ero io la lumaca e in questa trasformazione elevai quella morte che non comprendevo, in qualcosa di grande per arrendermi così alla ragionevole pienezza che provoca il trionfo del più debole.

04aprile

xxx

 

“Niente più mi interessa, quel che conosco è abbastanza per vivere”.

“Per me non esiste abbastanza, ma sento di disperdere il mio tempo.Mi immagini come posseduta da raffiche di vento fortissime, immagini i miei desideri abbrancati ad un fiore, pensi alle mie volontà come ad una conchiglia vuota trascinata da un mare in tempesta. Ora ad esempio, vorrei restare ancora un po’ qui,ma sente pure lei vero? Qualcuno o qualcosa mi sta chiamando….il vento ha pure una voce.” Domani tornerò con una matita,lei potrebbe tenermi la mano e condurla con la sua per tracciare un solo cerchio, anche imperfetto,completo e finalmente chiuso?.

John S. Dickstra

(John S. Dickstra)

ancora

La pozza di acqua in giardino ancora esiste e come allora, dopo la pioggia, si prosciuga più lentamente delle altre. Un merlo alla volta o forse il solo e unico affezionato ancora ogni giorno arriva per bagnarsi  le piume. Questo non è cambiato…

La strada di casa come allora in questo periodo dell’anno è un tappeto di fiori di tiglio.  Il profumo arriva al cuore e distribuisce coraggio in ogni cellula del corpo.

Il tuo armadio disordinato ancora conserva maglie e jeans sgualciti offes,i derisi e poi lanciati al suo interno. Ancora il sintetico profumo di lavanda di mamma si libera prepotente quando apro le ante.

Se pronuncio il tuo nome, il cane agita la coda e si guarda intorno, aspetta ancora di essere rincorso al tuo arrivo.

A è ancora fuori di se, non vuole tornare più dentro,non conosce quel che c’è al suo interno. M invece è talmente dentro di se che ancora non riesce a venirne fuori. Non so quale è la vera fortuna.

Io, come allora, colleziono cuori di pietra.

Questo non è cambiato.

E’ cambiata invece la bambina che osservavamo costretta sul passeggino ogni ora, ogni giorno. Adesso cammina con lo sguardo incantato sui suoi passi, non ricambia il saluto, parla da sola, si ribella alla nonna e qualche volta urla insieme al suo amico immaginario. M  ha ceduto ogni resistenza, ha consegnato lacrime e un canto su di un gomitolo pronto per una nuova sciarpa. La tua vicina adesso si accorda a perfezione con il suo pianoforte.

(Un altro anno (senza di te) ci lascia. Abbiamo vissuto commettendo errori, l’unico modo di vivere senza cadere. Vivere è una serie ininterrotta di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia sul seguente. Finiti gli errori, finito tutto.)  “Diario degli errori” Ennio Flaiano.